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LE FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E LA QUESTIONE DELL’ASSOCIAZIONISMO OBBLIGATORIO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA FUNZIONE DEL SETTORE SOCIALE – IL PUNTO DELLA SITUAZIONE NELLA REGIONE PIEMONTE


Il tema dell'esercizio delle funzioni fondamentali da parte dei Comuni, oltre alle implicazioni sul piano costituzionale in merito al riparto di competenza legislativa tra Stato e Regioni, determina interessanti spunti di riflessione in relazione alla questione della gestione associata obbligatoria da parte Comuni della funzione del settore sociale consistente, nella definizione stabilita dal Legislatore ordinario, nella progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali e l’erogazione delle relative prestazioni ai cittadini.

 
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FUNZIONI FONDAMENTALI: LA PROGETTAZIONE E GESTIONE DEL SISTEMA LOCALE DEI SERVIZI SOCIALI E L’EROGAZIONE DELLE RELATIVE PRESTAZIONI AI CITTADINI, UNA NUOVA COMPETENZA ESCLUSIVA DELLO STATO IN MATERIA?


Ad un anno dalla conversione in legge del Decreto Legge 6 luglio 2012, n. 95, si ritiene doverosa una riflessione sugli effetti che l’individuazione delle funzioni fondamentali, operata dal Legislatore attraverso lo strumento della decretazione d’urgenza, ha prodotto nell’ordinamento.

 
Legge Regionale 26 luglio 2013, n. 12
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EMILIA ROMAGNA

Approvate con Legge Regionale 26 luglio 2013, n. 12, le nuove disposizioni ordinamentali e di riordino delle forme pubbliche di gestione nel sistema dei servizi sociali e socio sanitari. Misure di sviluppo e norme di interpretazione autentica in materia di aziende pubbliche di servizi alla persona.

 
Approfondimento sui servizi sociali
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La presente analisi, elaborata dall'ufficio studio della Camera dei Deputati, si concentra sugli aspetti di natura legislativa, economica e sociale del settore assistenziale, inteso come complesso degli interventi previsti, per gli anziani, i disabili, i minori, le famiglie, gli emarginati, le persone dipendenti da alcol o sostanze stupefacenti, gli immigrati e la riabilitazione.

 

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Piani di rientro - Per il Piemonte segno rosso per il 2013
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Il 23 luglio 2013 si è svolta la riunione congiunta tra il Tavolo Tecnico per la verifica degli adempimenti regionali e il Comitato Permanente per la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) con la Regione Piemonte.

Gli Organismi di Monitoraggio hanno chiesto alla Regione Piemonte di trasmettere una nuova bozza del Programma Operativo 2013-2015 che recepisca quanto indicato dai Ministeri affiancanti.

Nello specifico gli Organismi di Monitoraggio hanno rilevato che:

In merito all’erogazione dei LEA la maggior parte degli indicatori di assistenza ospedaliera, ivi comprese le misure di appropriatezza ed efficienza, presenta valori compresi all’interno degli intervalli di riferimento. La dotazione totale di posti letto risulta sostanzialmente immutata, a partire dal 2009, e pari – al 1 gennaio 2013 - a 4,2 posti letto per 1.000 abitanti residenti, di cui 3,14 p.l. per acuti e 1,05 p.l. per la post-acuzie; valori che si presentano superiori a quelli di riferimento nazionali (3,7 p.l. per 1.000 ab.; 3,0 p.l. per 1.000 ab. per acuti e 0,7 p.l. per 1.000 ab per post acuzie).

 
Piano di rientro per gli anni 2013-2015
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L’assessorato regionale alla Sanità e alle Politiche sociali della Regione ha inviato il 5 luglio gli aggiornamenti dei programmi operativi per il piano di rientro e di riqualificazione della spesa sanitaria, così come concordato con i Ministeri della Salute e dell’Economia. Si tratta di provvedimenti adottati dalla Giunta regionale che vanno nella direzione di un contenimento di spesa. Il Piano condizionerà la politica sanitaria regionale nei prossimi tre anni.
Scarica PIANO DI RIENTRO e programmi operativi

 

 
Modello integrato per l'assistenza familiare in Piemonte
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Atti del Convegno del 4 luglio 2013 "Lavoro, Politiche Sociali e Formazione Professionale: un modello integrato per l'assistenza familiare in Piemonte".

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Corte Costituzionale - Sentenza n. 179 del 1^ luglio 2013
GIURISPRUDENZA - CORTE COSTITUZIONALE

Reati e pene - Sanzioni sostitutive delle pene detentive o pecuniarie - Lavoro di pubblica utilità - Previsione che l'attività venga svolta nell'ambito della Provincia in cui risiede il condannato - Irragionevolezza dell'automatismo che vincola lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità al territorio della Provincia di residenza - Violazione del principio della finalità rieducativa della pena - Necessità di introdurre la previsione "Se il condannato lo richiede, il giudice può ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità fuori dall'ambito della provincia in cui risiede" - Illegittimità costituzionale parziale - Assorbimento di ulteriore profilo.
scarica la sentenza
 
Corte dei Conti - Parere 255 del 27 giugno 2013
GIURISPRUDENZA - GIUSTIZIA CONTABILE

Sezione Regionale di controllo per la Lombardia

Acquisto di un'autovettura da parte di un Comune, l’ente può acquistare nel 2013 un’autovettura da adibire ai “servizi sociali”, purché tale esigenza sia finalizzata a “garantire i livelli essenziali di assistenza” e siano rispettare le norme contabili di carattere generale a cui i Comuni devono attenersi.
scarica IL PARERE
 


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