La Giunta ha definito i tetti di spesa per il personale impiegato dalle aziende sanitarie per gli anni 2013, 2014, 2015: per il 2013 è il tetto di spesa complessivo per tutte le aziende piemontesi è di 3 miliardi e 71 mila euro. Il risparmio di spesa indicato come obiettivo alle Asl e alle ASO è mediamente del 2,7%. I dipendenti in ruolo della sanità in Piemonte, al 31 maggio 2013, sono complessivamente oltre 54.000, di cui 9.000 medici, 26.500 infermieri, 17.700 tecnici e amministrativi, oltre a 900 dirigenti non medici, a cui si aggiungono alcune migliaia di contratti di collaborazione professionale. Il blocco del turn-over per il personale vale per il secondo semestre 2013, con riserva di autorizzazione regionale in deroga. La Giunta, in base al Decreto del Ministero della Salute del 18/10/2012 “Remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti, assistenza ospedaliera di riabilitazione e lungodegenza post-acuzie e di assistenza specialistica ambulatoriale”, ha recepito ed aggiornato il nomenclatore tariffario delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, le tariffe per attività di ricovero erogate dagli istituti pubblici, dai Presidi classificati, dagli IRCCS e dalle case di cura accreditate (art 15, Dl 95/2012 convertito dalla legge 135/2012). Infine, sono stati definiti i criteri e modalità per la determinazione dei volumi di attività e dei tetti di spesa per l'anno 2013 degli erogatori privati e di quelli equiparati a quelli pubblici e sono state assunte le decisioni in merito al finanziamento agli Istituti equiparati a quelli pubblici.
I risvolti finanziari del piano di rientro Alla copertura del disavanzo del Servizio Sanitario regionale, accumulato negli anni e pari a 864 milioni, si provvede innanzitutto attraverso l’anticipazione di liquidità da parte dello Stato (803 milioni), il cui contratto verrà firmato nei prossimi giorni. Trattasi in particolare di 633 milioni ottenuti mediante un prestito dello Stato rimborsabile in 30 anni e di 170 milioni di finanziamento derivante dal riparto delle risorse nazionali. Per la quota rimanente, la copertura arriva invece attraverso un taglio delle spese (recupero di 11 milioni di euro) e con l’applicazione già da quest’anno dell’aumento dell’addizionale Irpef per 49 milioni e 300 mila euro, con le seguenti maggiorazioni a scaglioni rispetto all’aliquota base dell’1,23%:
a) +0,46 per i redditi sino a 15 mila euro b) +0,47 per i redditi compresi tra 15mila e 28 mila c) +0,48 per i redditi compresi tra 28mila e 55 mila d) +0,49 per i redditi compresi tra 55mila e 75mila e) +0,50 per i redditi superiori a 75 mila euro
La prossima riunione del “tavolo ministeriale” è prevista per il 23 luglio prossimo a Roma. |
